Aspetti della catarsi

Momenti liberatori durante il percorso

Catarsi vuol dire “rilascio purificatorio” di tensioni corporee, emozioni, memorie, dovuto all’affiorare nella coscienza di materiale represso.  

Questo rilascio, che sino ad ora abbiamo paragonato all’affiorare dei blocchi di un Iceberg, determina dentro al nostro corpo fisico una riorganizzazione del cervello ad un livello più complesso o come meglio ci si esprime in fisica, più coerente. 

Tale coerenza si presenta attraverso i due emisferi cerebrali che lavorano con maggiore sincronia, fanno circolare più endorfine ed operano sempre meno in maniera dualistica, includono nella visione della vita entrambi gli opposti.

Tutto questo ci porta a sperimentare un senso di benessere, a vivere il rapporto con gli altri in maniera più tranquilla: siamo meno tesi, più rilassati ed aperti ad accettare la realtà delle cose come sono.

Ora questo fenomeno avviene in maniera molto lenta se lasciato a se stesso; può essere accelerato con l’indagine psicologica e può essere influenzato ancora di più  con il lavoro energetico sull’aura. Ma perché dovremmo interessarcene?

Il fatto più interessante, oltre al recupero del benessere fisico, è dato dall’emergere di potenzialità creatrici sino ad ora rimaste latenti in noi stessi: infatti chi non vorrebbe esprimere se stesso, nella sua unicità, nel miglior modo possibile? 

Bene: questa è la ricompensa che si ottiene per il transitorio disagio affrontato.

Vediamo ora i tre aspetti con cui questo transitorio disagio si può manifestare:

1 – Catarsi Fisica      2 – Catarsi Emozionale     3 – Catarsi Mentale

La Catarsi Fisica si presenta con una serie di malesseri-dolorini tipo: diarrea se è presente un intestino pigro, o nausea se è più sensibile lo stomaco o in generale un senso di irrequietezza fisica che si può facilmente scaricare con una bella passeggiata.

La Catarsi Emozionale si presenta con l’affiorare di emozioni quali tristezza non legata ad eventi esterni, o rabbia immotivata o semplicemente facile irritabilità. 

In questi casi solo se si entra nello stato mentale di “Osservatore Neutrale” di se stessi, che accoglie quanto sta succedendo senza giudizio, si determinerà una evoluzione positiva di questa energia, altrimenti rimarrà un semplice rilascio fisico. 

Nel momento in cui diventiamo consapevoli ( Es: Oh! Provo rabbia verso quella persona.) non dobbiamo far altro che accettare questa energia senza agire: essa perderà gradatamente la forza che può farci esplodere in comportamenti automatici quali “sbattere le porte ed andarcene” – “alzare la voce” – “rimuginare dentro per ore”… ma non produrrà alcuna evoluzione positiva.

Questo “stare con… senza agire” è tutto quanto ci viene richiesto affinchè il processo di auto-riorganizzazione interiore verso un ordine più elevato possa manifestarsi, altrimenti, come ho già detto, sarà un riciclo di energia stagnante che sale e scende senza creare nulla di nuovo.

La Catarsi Mentale è caratterizzata dall’affiorare di memorie sopite, di ricordi- esperienze che sono rimaste “irrisolte”, per le quali ci portiamo dentro rancore o timore di non essere stati all’altezza al meglio delle nostre possibilità. 

In questi casi è importante capire quale giudizio abbiamo formulato riguardo a noi stessi, e vedere se tale pensiero è ancora vero, ( o non piuttosto legato a quel momento) se in linea con le Leggi Universali e se ci porta a dei comportamenti aperti nei confronti della Vita.

Noi abbiamo paura di confrontarci con il nostro Iceberg perché non crediamo di possedere le risorse per farlo, oppure siamo legati all’irrazionale/paurosa idea di fare un tuffo nell’ignoto; quando invece troviamo il coraggio di guardarci dentro scopriamo che certe verità le conoscevamo da tempo, ma le avevamo rimosse dalla coscienza ed in definitiva non c’è niente di “pericoloso” in questo percorso.

In conclusione la Catarsi, in quanto rilascio purificatorio, è dolorosa solo transitoriamente, anzi è liberatoria soprattutto per il corpo che si alleggerisce di tensioni sopite – represse, ma quanto mai fastidiose per il suo buon funzionamento. 

Se riusciamo ad “accettare” qualunque cosa affiori, in quanto vera e parte di noi, se diventiamo Osservatori Neutrali senza pretese di essere ciò che non siamo, allora la nostra vita prenderà la strada giusta verso la felicità desiderata.

Il Percorso Interiore riceve in definitiva una grande spinta in avanti da questi momenti di catarsi, però non si conclude solo con un unico momento liberatorio: esso deve essere seguito da un riordino sia delle convinzioni che dei valori sui quali vogliamo fondare la nostra vita alla luce dell’esperienza passata.

Questa è la vera evoluzione che ci viene richiesta! Questo è il punto culminante della nostra capacità di auto-riflessione: liberi e consapevoli di scegliere come vivere senza pregressi condizionamenti, in pratica adulti maturi e guariti dalla ferita primordiale.

Quando questo riordino di valori è applicato alla vita quotidiana, saremo portati a vivere al meglio le nostre potenzialità con un più alto grado di consapevolezza e libertà. 

Allora, in quei momenti, sapremo di essere “illuminati” dalla Coscienza risplendente del nostro Sé – parte spirituale di noi che ci guida verso la felicità.