Aspetti della ferita primordiale

LA FERITA SI INSTAURA NELLA PRIMA INFANZIA  –  PRESENTA DIVERSE SFACCETTATURE – DETERMINA UNA CRISTALLIZZAZIONE DI PENSIERI + EMOZIONI che inducono comportamenti ripetitivi.

I CONTINUI TRAUMI sperimentati dal Bambino finiscono per bloccarlo nella manifestazione dei loro bisogni, per cui egli attua delle RISPOSTE COMPORTA-MENTALI AUTOMATICHE che lo salvano dal provare dolore e che nel tempo diventano inconsce. Tali comportamenti sono basati su CONVINZIONI ERRATE che riguardano il suo sentirsi/percepirsi.

I BISOGNI veri del BAMBINO [ BISOGNO DI SICUREZZA + AMORE ] nell’infanzia vengono così repressi e sostituiti con quelli imposti dalla famiglia, per cui egli cresce non identificando più le sue esigenze, soffoca il desiderio di vederle riconosciute, diventa alla fine passivo nel riconoscere di averne diritto.

Tale Bambino che non viene RISPETTATO in questo suo diritto in età adulta si comporterà o
1 – pretendendo di venire sempre soddisfatto senza spiegare ciò che vuole;
2- rimanendo in una condizione di totale dipendenza dagli altri alimentato dal pensiero distorto: NON HO IL  DIRITTO DI SODDISFARE I MIEI BISOGNI.

Questo complesso trauma iniziale determina in conclusione un impoverimento del personale SENSO DI MERITO, una percezione ridotta della nostra “relativa bontà” una riduzione del senso di essere degni di ricevere cose buone dalla Vita.

Il primo passo per guarire la Ferita e liberarsi da simile condizione sta nel recuperare

FIDUCIA

nella nostra FORZA INTERIORE = capaci di guarire tale ferita

nella possibilità di esprimere la nostra UNICITA’ senza essere rigettati

nel cambiare i nostri SCHEMI COMPORTAMENTALI

nel bilanciare la personale FORZA interiore maschile e femminile

Per riuscire a GUARIRE LA FERITA PRIMORDIALE possiamo incominciare a recuperare la nostra VOLONTA’ nei confronti anche di piccoli progetti, es. in casa mettere a posto un cassetto o ciò che ci disturba di più. Allenare la volontà nei confronti di piccole cose diventa così un esercizio spirituale in quanto assume un significato più profondo e ci fa crescere in AUTOSTIMA, ci fa sentire:
1 – padroni del nostro futuro,
2 – capaci di esprimere al meglio le nostre esigenze,
3 – capaci di riuscire a raggiungere una vera FELICITA’ appagante.

Possiamo IMPARARE DALLA VITA, da ciò che ci capita tutti i giorni, a ricono-scere quando ci troviamo di fronte a schemi comportamentali ripetitivi, ed iniziare a cambiarli.

COME raggiungere BENESSERE EMOZIONALE una volta che abbiamo allenato la VOLONTA’ al servizio di un CAMBIAMENTO INTERIORE?

Quando chiediamo a qualcuno “Come stai?” ci riferiamo al livello fisico [non ho dolori], al livello emozionale [non ho emozioni dirompenti], al livello mentale [non ho pensieri ossessivi/disturbanti], ma è proprio vero che in una relazione esprimiamo tutto questo?

Io penso che nella maggior parte dei casi nascondiamo persino a noi stessi quello che sentiamo al momento.

Le emozioni sono raramente espresse nella loro completezza, oppure vengono fuori con violenza, classico “il vaffa”, da cui capiamo che non abbiamo il controllo su questa parte di noi e preferiamo nasconderci dietro una apparente “maschera di serenità”.

In pratica è la nostra resistenza a sentire ed accettare sino in fondo il variegato mondo emozionale che ci causa sofferenza.

Se sopprimiamo una emozione, es. paura o tristezza, provochiamo dentro di noi una sofferenza emotiva; se ci permettessimo di sentirne tutta l’intensità, avremmo una sensazione profonda ma non dolorosa. Purtroppo scegliamo di sopprimerla perché sappiamo di non averne controllo e  di questo “fardello emozionale” si fa carico il corpo fisico; da qui nascono le malattie…

Per arrivare a guarire tanti sintomi fisici dobbiamo quindi iniziare a renderci consapevoli di cosa ci turba dentro, accettare che siamo portatori sia di emozioni positive che negative, di pensieri sia buoni sia dannosi al nostro benessere.

Questa condizione non fa di noi dei “dannati” in eterno, bensì serve a stimolarci a cercare vie di uscita da emozioni con le quali non abbiamo mai fatto pace e da comportamenti automatici che abbiamo instaurato per difenderci dalla sofferenza.

C’è tanto dolore dentro al nostro corpo, non sarà il caso di liberarsene?

Non è meglio ricercare felicità, armonia con tutto ciò che ci circonda piuttosto che continuare a soffrire nel corpo e nell’Anima?

Chi vuole intraprendere questo percorso e capire come la Ferita Primordiale condizioni la sua Vita può cominciare a riflettere sul racconto della Bibbia.

Quando Adamo ed Eva disobbediscono a Dio e compiono il primo peccato mangiando il frutto dell’albero della conoscenza, compiono un atto di ribellione nei confronti dell’Autorità presi da un moto d’orgoglio, vogliono diventare in pratica come Dio.

A questa prima emozione segue immediatamente un moto di vergogna in quanto sono consapevoli di aver fatto una scelta “libera” ma di aver contemporaneamente disobbedito ad una Legge Divina cogliendo il frutto. 

Queste due emozioni sono da allora rimaste alla base di un nostro modo di comportarci di fronte all’Autorità, o c’è RIBELLIONE o c’è  SOTTOMISSIONE.

Per cominciare a comprenderci meglio possiamo rispondere a queste domande:

Nei confronti dell’Autorità quali sono i miei pensieri, le mie emozioni abituali?

Nei confronti dell’Autorità quali sono i miei schemi comportamentali ripetitivi?

Come mi sento riguardo al mio interiore senso di autorità?

Come influenza questo mio sentire le relazioni interpersonali?

Qual è il mio scopo spirituale in questa vita in relazione all’autorità?

In conclusione, gli aspetti della Ferita che abbiamo preso in considerazione sono:

1- FARDELLO EMOZIONALE

2- CONVINZIONI ERRATE

3- SENSO DEL PROPRIO VALORE   –   DEL PROPRIO MERITO

4- SENSO DELLA CAPACITA’ DI AMARE NOI STESSI IN PRIMIS E QUINDI GLI ALTRI

Riunire tutti questi aspetti del nostro ESSERE MULTIDIMENSIONALE è come giocare a comporre un grande mosaico che richiede una continua curiosità – una paziente perseveranza – un Amore verso noi stessi che porta molta FELICITA’.