Cos’è la “psico-energetica”

La storia ci racconta che già nel 1939 a Toronto la psicologa M. AINSWORTH  aveva capito che la SCIENZA della PSICOLOGIA poteva essere usata per MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA UMANA.

Secondo i suoi studi (da cui sviluppò la procedura di valutazione della persona) definì la Psicologia come la Scienza che si occupa delle fasi dello SVILUPPO PSICOLOGICO dell’Uomo ed intende porre rimedio a quelle deficienze che siano occorse durante l’infanzia.

Quale medico-fisiatra mi occupo:

    • sia delle fasi dello SVILUPPO FISICO del corpo e dei suoi recuperi in caso di patologia,
    • sia dello SVILUPPO PSICHICO della persona e dei suoi relativi stati disturbanti.

Posso oggi concludere, dopo oltre venti anni di lavoro in tal senso, che COSI’ COME NESSUNO PUO’ DIRE DI AVERE UN FISICO PERFETTO ALTRETTANTO DICASI DI UNA MENTE BENE INTEGRATA NEI SUOI VARI ASPETTI.

Si parte dal PRINCIPIO FONDAMENTALE che si entra nella relazione psico-terapeutica a causa di un SEVERO DANNO nella propria CAPACITÀ di dare APPROPRIATA FIDUCIA ad altre persone per via di traumi infantili presenti nell’inconscio. Entrambi, sia il terapeuta che il paziente, devono pertanto essere preparati a sostenere momenti di tensione, di rotture e di ricostruzione della relazione terapeutica per riconquistare fiducia sia in se stessi che nell’altro.

Secondo quanto afferma GIACOMO DACQUINO in CREDERE E AMARE – 2000 LA PSICOTERAPIA SI FONDA SU 2 ELEMENTI:

    • presenza fisica del terapeuta e del paziente [oggi superabile con Skype]
    • dialogo vivo [oggi direi meglio PRESENZA ENERGETICA ATTIVA]

Molti sono convinti di conoscersi, in realtà SI CONOSCONO POCO e MALE, in quanto hanno diversi inquilini che abitano nella loro psiche.

Da Freud in poi si è diffuso il pensiero che ABBIAMO UN INCONSCIO e cioè che c’è una parte della nostra mente che non conosciamo, che ABBIAMO REPRESSO.

E questo perché ci sono PARTI / RICORDI DI NOI STESSI CHE NON VOGLIAMO CONFRONTARE. Come conseguenza abbiamo una VISIONE della REALTA’ DIVISA e cerchiamo di vivere GUARDANDO AD UN SOLO LATO DELLA NOSTRA NATURA O PERSONALITÀ.

È NECESSARIO CONOSCERSI BENE PER ESSERE IN SINTONIA CON SÉ STESSI e quindi trovare pace interiore – serenità:

    1. per non essere divisi nei sentimenti
    2. per non coltivare sogni utopici
    3. per non tradire sé stessi o gli altri
    4. per avere la forza di dire no
    5. per legittima difesa dei propri valori
    6. per scaricare la propria aggressività in modo corretto senza attaccare gli altri
    7. PER CAPIRE GLI ALTRI, per recuperare valori fondamentali quali empatia – auto-stima – altruismo – solidarietà e condivisione.

Da un punto di vista psico-energetico, il modo migliore per aiutare una persona è quello di metterla in grado di aiutarsi da sola, quindi portarla all’AUTO-RESPONSABILIZZAZIONE.

L’analisi è come un riflettore che illumina, una alla volta, piccole aree dell’inconscio. Durante il percorso, la persona cresce, aumenta cioè la CONOSCENZA delle sue varie parti inconsce.

Lasciando emergere le emozioni vissute nell’infanzia ed accettandole consapevolmente, si crea una SINTONIA fra CONSCIO ed INCONSCIO. 

L’IO debole, infantile, si irrobustisce e progressivamente si conquista una sana ambizione ad essere se stessi;  si passa dal lasciarsi vivere al VOLER VIVERE e si trasformano situazioni negative in positive.

L’ADULTO MATURO diventa quindi un essere in continuo cambiamento senza paura, sempre alla ricerca di nuove forme di auto-realizzazione.

L’INCONSCIO può essere considerato come il luogo dove risiedono le MOTIVAZIONI più profonde dei vari comportamenti e quello che non si è realizzato durante l’età evolutiva infantile PUO’ essere recuperato con l’analisi.

Esempio: se un figlio cresce con genitori anaffettivi o strumentalizzanti, da adulto non riesce a vivere serenamente i suoi sentimenti; riserva a sé stesso e agli altri il medesimo trattamento che ha subito da bambino. Durante un’analisi ben instaurata al contrario, la persona ricostruisce gli aspetti mancanti della relazione simbiotica avuta nelle primissime fasi dell’infanzia con la madre o con il padre attraverso una “COMUNICAZIONE EMOTIVA” con il terapeuta di grande valore trasformativo.     

IL PERCHE’ DELLA PSICO-ENERGETICA:

Accanto al lavoro sin qui descritto, che è prettamente psicologico, la Scienza Energetica  include una visione dell’Uomo costituito da CORPO-MENTE-SPIRITO nel senso che coinvolge il campo di energie più sottili che la Fisica ancora non ha ben definito; essa afferma sì la presenza di un quarto stato della materia [solido-liquido-gassoso-plasmatico] ma non ha ancora dimostrato la composizione dell’AURA o campo energetico presente intorno al corpo fisico. All’inizio di un trattamento psico-energetico è necessario un certo grado di fiducia ma con il passare degli anni questo modo di lavorare mi ha dato molte soddisfazioni specialmente nel ridurre i tempi di recupero.

Questo PROCESSO di CRESCITA, di APPRENDIMENTO consiste nel trovare nuovi modi di rispondere alle varie circostanze della vita, di fronte a degli episodi ripetitivi, simili a circoli viziosi negativi, è importante  sbloccare le consuete risposte altrimenti si rimane in stagnazione energetica che fa rimanere intrappolati in un vivere con un’ansia inconcludente.

Il Percorso ha 2 METE ben precise:    

    • sollievo dai sintomi stressanti presenti
    • cambiamento caratteriale così che la persona sia più capace di soddisfare i propri bisogni.

Nella sua essenza la terapia è un processo INFINITAMENTE COMPLESSO durante il quale sia i bisogni che gli obbiettivi cambiano di continuo. Il terapeuta, quando lavora energeticamente, facilita lo sblocco di energie “stagnanti” e così riduce i tempi di risoluzione della sempre presente RESISTENZA al cambiamento.

È qui che la psico-energetica necessita di una FORTE MOTIVAZIONE per proseguire quando tutto vorremmo fuorchè cambiare!

Secondo KOHUT due sono gli ELEMENTI base:

    1. COMPRENSIONE attraverso un atteggiamento empatico. Prerequisito : estrema apertura verso il paziente.
    2. SPIEGAZIONE del perché si hanno questi blocchi neurotici.

La RELAZIONE TERAPEUTICA è quindi EFFICACE solo se i Clienti si sentono relativamente liberi di esplorare e rintracciare questi vecchi schemi ripetitivi, liberi di rivivere e superare, con la presenza comprensiva del terapeuta, le esperienze di carenza affettiva dell’infanzia, il tutto tramite una comprensione più profonda di quanto vissuto.

L’intervento psico-energetico ha come meta l’Armonia delle varie parti dell’individuo, il raggiungimento di una coesione attorno ad un EGO FORTE, di una stabilità interiore che aiuta a mettere a profitto le proprie potenzialità. Il paziente, come risultato, riduce il suo individualismo, impara a riconoscere quando è presente l’Ego ed allo stesso tempo quando è necessario distanziarsi dall’ego per vivere la Vita con un sentimento di appartenenza alla comunità umana. Questo percorso può essere raggiunto solo se ci si centra nella propria parte Spirituale, la propria ESSENZA, che diventa una esperienza diretta, viscerale senza alcun coinvolgimento mentale.

Secondo questa ottica La FERITA PRIMORDIALE, non è un guasto meccanico e la guarigione non è una semplice riparazione. Occorre  SINTONIA EMOTIVA e COINVOLGIMENTO EMPATICO da entrambe le parti per raggiungere la dimensione spirituale ed includere qualunque aspetto della ferita possa essere emerso nel momento.                                           

In conclusione, nel percorso di Psico-Energetica si stabilisce per la prima volta, un vero contatto con sé stessi, con i propri sentimenti al di là della facciata sociale, e tramite lo SPIRITUAL FOCUSING si raggiunge l’esperienza della propria ESSENZA SPIRITUALE meta ultima per vivere felici.