Evoluzione nel “percorso”

ASPETTI  PSICOLOGICI  DELL’EVOLUZIONE DELL’ICEBERG 

I ghiacciai in Natura sono in costante, lento movimento ed emettono una sinfonia di suoni mentre si rimodellano.

La stessa cosa avviene, durante il Percorso Interiore, nella nostra psiche quando affiorano parti inconsce dell’Iceberg: l’Ego si ristruttura, diventa sempre più forte mentre amplia la visione di se stesso. Il Percorso Interiore potrebbe essere paragonato in definitiva all’emergere di tutti i vari blocchi sommersi presenti nell’Iceberg.

Il processo di rimodellamento avviene a tratti, non è continuo: le acque intorno all’Iceberg si agitano quando affiorano blocchi di ghiaccio, e questa agitazione noi la sentiamo psicologicamente come un “disagio”, un qualcosa che turba la quiete in cui siamo abituati a vivere il quotidiano. 

L’Ego vorrebbe sempre rimanere nel suo stato di piccola isola “in quiete”, mentre la realtà ci dice che “tutto è in evoluzione”; così quando le pressioni interne di forze coerenti raggiungono una data spinta, ecco che affiora una porzione di Iceberg. 

L’Ego a questo punto può riconoscere questa porzione come parte di se stesso ed integrarla (rendendosi più forte) oppure può lasciarla galleggiare semi-sommersa accanto a sé e rimanere nel suo piccolo compartimento stagno.

Quando ci applichiamo a far emergere coscientemente parti del nostro inconscio e a metterle in comunicazione fra loro, vuol dire che abbattiamo le paratie stagne dei sotto sistemi e facciamo emergere i messaggi che ogni singola porzione contiene.

Questo ci induce a rivedere alcune posizioni che abbiamo preso nei confronti della vita e ci stimola a valutare se i comportamenti che attuiamo sono ancora le strategie più giuste per raggiungere il benessere e la felicità che desideriamo o se non stiamo invece ripetendo sempre degli schemi fissi di risposte.

E’ ovvio che ci saranno momenti di “disagio” in questo Percorso, momenti di resistenza ad accettare la presenza di questi blocchi, ma se rimaniamo ancorati alle spinte interiori coerenti che fanno evolvere il tutto verso una integrazione più ampia, allora sapremo superarli con serenità.

Se rimaniamo invece ancorati alle forze caotiche che tendono a farci vedere il mondo come un luogo di progressiva auto-distruzione, vuol dire che non lasceremo emergere quanto di meglio c’è in noi. 

La realtà di questa evoluzione finalistica sempre “positiva”, che qui noi applichiamo al mondo psicologico, è stata dimostrata essere presente nelle leggi della fisica/chimica da Ilia Prigogine (Nobel in chimica-1977); l’intuizione che egli ebbe fu quella di capire che l’uomo è paragonabile ad un sistema termodinamico aperto cioè ad una “struttura dissipativa”. 

Questo sistema non è chiuso in se stesso ma aperto in quanto scambia energia e materia con l’ambiente circostante e quindi dissipa l’eccesso di energie caotiche che si formano in esso. L’Iceberg galleggia nel mare, in nessuna parte rimane separato dal sistema-acqua che lo contiene, con esso scambia le sue molecole rimodellandosi di continuo.

Trovo l’immagine dell’Uomo = Sistema Aperto molto valida per spiegare la nostra realtà interiore: noi scambiamo materia in forma di cibo ed energia in forma di prana  con l’ambiente che ci circonda, siamo quindi un sistema aperto. 

Prigogine dimostrò che in natura esiste tale struttura e che è capace di auto-modellarsi evolvendo in forme d’organizzazione interna sempre più complesse; tale struttura presenta due tipi di comportamento:
1 – in condizioni vicine all’equilibrio l’ordine interno tende ad essere distrutto;
2 – lontano dall’equilibrio si costruisce un ordine sempre più complesso.  

Le implicazioni di queste scoperte applicate al mondo della Biologia ci hanno fatto cambiare il modo di vedere la vita e le sue origini. 

Non più vita che nasce dal caos (come sostenuto da Monod nel “Il caos e la necessità”) e che tendenzialmente evolverà verso uno stadio finale entropico negativo, ma Vita con una tendenza interiore verso un ordine sempre più crescente.

Una materia che si auto-organizza dagli atomi alle molecole agli organi più complessi per dare luogo all’Organismo-Uomo e che ha la capacità in sé di generare ordine dall’interno. Il caos diventa quindi un concetto positivo perché genera ordine; il mondo stesso può essere visto come un luogo caotico generante ordine.

Ritengo queste siano state delle grandi scoperte che hanno fatto fare dei balzi evolutivi…molto ampi all’intera umanità! 

Ora queste stesse scoperte ci possono far riflettere sul modo in cui ci poniamo di fronte alle nostre scelte quotidiane! Se il mondo scientifico presenta simili realtà, perché non adeguarci a questa visione positiva della vita? 

Vogliamo continuare a pensare di noi stessi, in quanto Iceberg, come un sistema che non può che degradarsi sino al completo scioglimento od invece vederci come un organismo in costante evoluzione verso stadi sempre più raffinati di potenzialità latenti? 

Che forma prenderemo domani dipenderà solo dall’abilità interiore di lasciar vibrare le strutture coerenti già presenti (il nostro Sé), di avere fiducia nel mondo interiore non più luogo di  forze caotiche-demoniache bensì calderone che ci spinge a vivere al meglio le nostre forze positive.    

Vorrei sottolineare come la fiducia basilare che ho acquisito nel Metodo Brennan sia riposta nell’intrinseca positività della nostra natura e nella capacità di accelerare questi cambiamenti negli altri, ed è con questa premessa che svolgo il mio lavoro e dal quale ricevo continui riscontri della veridicità di quanto attesto. 

Spero di riuscire a trasmettere sempre questa fiducia per abbattere il muro di scetticismo che aleggia ancora nella società contemporanea sia sulla capacità di cambiare il proprio carattere anche in tarda età, sia sull’impegno di iniziare sin dall’adolescenza a guardarsi dentro vivendo secondo l’antico principio “Conosci Te Stesso” iscritto sul tempio di Apollo a Delfi sin dai tempi dell’ Antica Grecia IV a.C.