Il risveglio dell’attenzione

Molte tradizioni spirituali parlano di risveglio, ma cosa significa esattamente? La parola ci porta a pensare che viviamo “addormentati” ( il che non è sempre vero…)   Allora quale parte di noi vive nell’oblio?

IL RISVEGLIO DELL’ATTENZIONE

Una caratteristica della mente è quella di saper portare una “attenzione attiva”, vigile verso gli eventi della vita, capace di focalizzarsi in maniera stabile, non interrotta da pensieri vaganti, da visioni esterne o da un qualsiasi stimolo sensoriale interno.

Un esempio di tale fenomeno ma in direzione opposta, cioè di un’attenzione addormentata, lo sperimentiamo quando guidiamo la macchina.

Dopo un adeguato training, la mente delega questa funzione a un sottosistema che richiede meno energia: in pratica possiamo pensare, sentire musica, rispondere al cellulare e frenare all’improvviso, se necessario, senza l’intervento di una decisione pienamente consapevole: in pratica andiamo in automatico.

Molta parte della nostra vita la viviamo “in automatico” senza renderci conto di specifici condizionamenti che determinano alcune scelte invece di altre.

Allo stesso tempo, con il passare degli anni, ci accorgiamo che nella nostra quotidianità si avvicendano situazioni molto simili tra di loro (come degli schemi prefissati che si ripetono nel tempo) e non ne capiamo la ragione.

Esempio:

Mi capita di avere incidenti sempre sullo stesso lato del corpo o sulla stessa zona del corpo…         

Ogni volta che faccio una nuova amicizia mi capita sempre di iniziarla con il piede sbagliato…

Nel lavoro vengo sempre scavalcato anche se so di meritare la promozione…

Ogni relazione, dopo un po’ di tempo, degenera sempre in una lite continua…

Se questi esempi una qualche risonanza ce l’hanno con la tua vita allora vuol dire che sei sulla buona strada per capire cosa ti succede dentro. La spiegazione di questi eventi sta nell’esistenza di un meccanismo interno che ci condiziona e di cui non siamo consapevoli.

Come possiamo liberarcene? Possiamo inoltrarci in questo cammino seguendo l’esperienza di chi è già passato attraverso il suo risveglio, farci aiutare nel capire le origini della nostra attenzione passiva e procedere a recuperare un’attenzione vigile così da rispondere in maniera “libera” alle varie circostanze della vita.

Una bella immagine che ci permette di capire meglio il nostro vivere in automatico è data dall’Iceberg: L’UOMO È COME UN ICEBERG.

L’Iceberg, descritto in fisica come una montagna di ghiaccio galleggiante nel mare, è costituito da una parte emersa e da una parte sommersa che ne rappresenta la porzione più ampia (in genere i nove-decimi del tutto) e che determina la direzione dei suoi spostamenti.

Questa enorme massa di acqua allo stato solido ha colpito l’immaginario collettivo per la catastrofe del Titanic: la più grande nave che l’uomo avesse sino ad allora costruito è stata miseramente affondata dalla “possanza” di un tranquillo iceberg che vagava nel mare.

Purtroppo, la stessa sensazione di impotenza è altrettanto presente nella nostra mente per ciò che riguarda l’immagine che abbiamo di noi stessi: ci riteniamo deboli, incapaci di dirigere come vogliamo la nostra vita; in pratica la realtà fisica dell’iceberg descrive molto bene la complessità della dimensione psichica dell’uomo.

Quando una Persona scopre di assomigliare ad un iceberg, si accorge che la sua vita è in balìa delle onde, degli eventi. Allora decide di riappropriarsi della sua esistenza, della sua libertà andando a distinguere le differenti voci che albergano nel suo “inconscio”. È stato Freud per primo ad introdurre il concetto che il mondo della mente è costituito da una parte “conscia” e da una parte “inconscia”.

Seguendo questa similitudine, il nostro conscio è equiparabile alla parte emersa dell’iceberg, quella che galleggia sopra il livello del mare e di cui noi siamo ben consapevoli ogni volta che diciamo IO… voglio – IO… penso – IO decido di fare qualcosa.

Il nostro inconscio è rappresentato dalla parte sommersa, che in genere non prendiamo in considerazione, ma che ha una grande importanza in quanto dirige e condiziona il movimento dell’intera massa di ghiaccio, cioè di noi, della nostra vita.

Come può l’Uomo liberarsi da questo condizionamento?

Portando Luce / Consapevolezza alla sua parte sommersa.

Di recente la psicologia ha inquadrato meglio questa nostra “parte sommersa” ed è arrivata a distinguerla in differenti porzioni:
1 – il SE’ SPIRITUALE (la nostra parte di puro Spirito che vuole emergere);
2 – l’IO Madre (le influenze materne che ci risuonano dentro);
3 – l’IO Padre (le influenze paterne che ci risuonano dentro);
4 – l’IO dell’Altro Sesso (Animus ed Anima di Jung) IO di sesso opposto a quello presente;
5 – l’IO Bambino (la parte rimasta infantile – che ha subito dei traumi);
6 – il SE’ INFERIORE (la parte che contiene emozioni e pensieri negativi / limitanti).

In sintesi, la parte emersa viene chiamata IO Esteriore o EGO / Personalità; l’Ego si può presentare o come una Maschera (es. quando non affermiamo il nostro vero pensiero agli altri) o come essere coerente con ciò che pensa l’IO Interiore.

L’IO Interiore è quell’Osservatore Neutrale che distingue le varie parti ed è consapevole di ciò che accade nel mondo dell’inconscio.

Durante il Percorso Interiore si cercherà: 
1 – di capire quando parlano le varie parti di noi, che “inconsciamente” influenzano la vita quotidiana;
2 – di far crescere l’Io Interiore che diventerà sempre più un Osservatore neutrale / compassionevole che armonizza le varie parti del mondo interiore.    

Invito chiunque voglia iniziare il Percorso a meditare sulla splendida complessità della nostra psiche e ad essere “curioso” di sé stesso.

TAPPE NEL PERCORSO DI CRESCITA PERSONALE

Sino a quando l’Uomo vive inconsciamente somiglia ad un Iceberg: la sua vita è influenzata e diretta dalle energie sommerse, vive in balìa delle sue onde.  

Quando inizia il proprio risveglio, diventa un Trasformatore di energia.

Molte sono infatti le forze che si liberano quando si liquefanno dei blocchi sommersi e, più profondamente si andrà nella ricerca più valido sarà il percorso evolutivo personale.

Quindi il cammino di crescita verso una completa conoscenza della propria Persona richiede, da un punto di vista psicologico, di:

RICONOSCERE L’EGO esteriore nei suoi 3 aspetti:   mente – cuore – volontà. Capire quando parla sinceramente o quando si presenta come Maschera

RICONOSCERE LE VARIE PARTI DEL MONDO SOMMERSO mediante l’osservatore neutrale, nuovo centro unificatore del mondo inconscio.

ANNULLARE LE VOCI IMPOSTE DEL SUPER-IO ( IO-PADRE + IO-MADRE ) sia di origine familiare che sociale, per arrivare a scegliere liberamente i valori da seguire nella propria vita.   

TRASFORMARE IL SE’ INFERIORE   liberarsi dai condizionamenti automatici di emozioni o pensieri negativi che ci portiamo dentro.

PORSI IN UN’ATTITUDINE RICETTIVA per contattare il SE’ SUPERIORE.

Durante questo lavoro, che continua per tutta la vita, l’Ego esteriore piano piano capisce che deve porsi in sintonia con la sua parte spirituale, il Sé superiore; allo stesso tempo capisce come sia importante rafforzare le proprie qualità positive per vivere in maniera pro-attiva gli eventi della vita e comprenderne le relative lezioni spirituali.

Infatti, senza una crescita consapevole di questa complessa struttura psichica, confrontarsi con il mondo inconscio diventa molto difficile (es: imparare a contenere le paure che emergono è compito di un ego forte-risvegliato)

UOMO TRASFORMATORE DI ENERGIE INTERIORI

Abbiamo detto che, incominciando a riflettere sul proprio mondo interiore, portiamo Luce nell’ Iceberg, cioè portiamo energia coerente capace di disgregarlo.

In pratica cominciamo a mettere insieme molti ricordi della nostra Vita, diamo loro Ordine in quanto assumono precisi significati.

Es: “Sono fatto così e rispondo sempre alla stessa maniera perché nell’infanzia ho risposto in quel modo ed oggi ripeto lo stesso comportamento.”

Se continuiamo a discendere nei nostri meandri interiori, abbastanza in profondità, ecco che prepotenti si ergono degli zampilli di oro nero.

Di cosa stiamo parlando? Di tutti quei momenti in cui le emozioni vengono in superficie in modo esplosivo (attacchi di rabbia furibonda…, invidia che serpeggia solo al guardare…, paura paralizzante al pensiero di…)

In queste circostanze l’Iceberg diventa come un geyser, cioè una sorgente intermittente di acqua molto calda (ribolliamo dentro per la rabbia che ci circola in corpo). Questo è un momento importante di risveglio in quanto non dobbiamo aver paura di simili eruzioni bensì cercare di contenerle perché esse hanno una gran quantità di energia che vogliamo utilizzare al meglio.

Quando infine raggiungiamo il fondo dell’iceberg ecco che troviamo un giacimento di petrolio.

Il petrolio si presenta in natura come un liquido denso, infiammabile (cioè pericoloso) di colore marrone scuro o verdastro. Deriva probabilmente da materia organica rimasta sepolta nelle viscere della Terra. Una volta estratto può essere raffinato in modi diversi da cui otteniamo benzina, cherosene etc. In pratica l’evoluzione della nostra civiltà negli ultimi due secoli è stata fondata sull’energia che si produce da questo combustibile.

E dati i prezzi attuali, sempre più in crescita, chi non vorrebbe avere un bel pozzo di petrolio nella propria cantina?  

Stranamente invece l’Uomo, a livello psicologico, si rifiuta di appropriarsi di questo suo tesoro e cerca di lasciarlo sepolto e inutilizzato: una realtà ben triste.

Le nostre emozioni ed i relativi pensieri negativi rappresentano un ricco giacimento, una riserva energetica infinita che deve solamente essere trasformata (così come si fa con il petrolio).  Questo è il nostro Compito Spirituale!

Quando iniziamo il percorso e portiamo consapevolezza alla parte inconscia della nostra persona possiamo cominciare ad indirizzare al meglio la nostra vita e creare circostanze piacevoli intorno a noi.  

Non ci sentiremo più “Iceberg” in balìa delle onde, ma grandi esploratori, conquistatori del mondo interiore.

UOMO TRASFORMATORE DEL PROPRIO ORO NERO