Dall' IO al SÈ: Evoluzione nel percorso di Auto-Guarigione Interiore

Il processo di Auto-Guarigione Interiore è guidato a livello inconscio dal desiderio dell'Anima di guarire la sua ferita primordiale. Il Sè - la nostra parte spirituale - fa in modo di manifestare eventi che risveglino l'Io alla riflessione. È il principio teleologico o di finalità che permea e spiega l'evolversi della nostra vita.

Nel frattempo l'Io vive "ignaro" del suo compito ultimo: inizia la sua ricerca, chiede aiuto, solo quando un problema del momento crea disagio nella sua vita.

A livello conscio, l'Io è consapevole che vuole risolvere questo specifico problema materiale e non si accorge della forza superiore che lo guida.

Solo quando l'Io comincia a "guardarsi dentro" e a riflettere sui vari perché.della vita, che inizia il risveglio interiore della coscienza e con esso il cammino verso la propria auto-guarigione.

3 Stadi di Consapevolezza

La Storia

In un primo momento l'auto-riflessione avviene sulla storia: le circostanze esterne che determinano il malessere.

L'Io vede e riflette sui problemi del mondo esterno. Il centro dell' attenzione è fuori dell'Io.

Es: Il capo ufficio che mi tratta male è la causa del mio disagio.

Le Emozioni

In un secondo momento l'auto-riflessione si sposta sulle emozioni presenti nel proprio vissuto corporeo.

L'Io, continuando la ricerca sulle cause della sua infelicità, incomincia a notare che "qualcosa non va nel proprio mondo interiore".

Il centro della attenzione è interno, rivolto a cogliere i repentini cambiamenti emozionali: l'Io trova piú difficile collegare le cause esterne con ciò che sente, intuisce che qualcosa emerge dalle viscere del proprio inconscio.

Alla fine rimane come uno "spettatore senza parole" del proprio sentire.

( Stadio pre-verbale di auto-osservazione: si arriva a rievocare stati emozionali di alta intensità vissuti nell'infanzia, anche quando la propria mente razionale non era ancora formata )

Es: Il capo ufficio perde di importanza, il centro della attenzione è rivolto alle senso-emozioni che emergono nel corpo.

"Mi sento sempre triste di fronte a questa persona.e non riesco a capire perché."

La Scoperta del Sè

La fase finale di auto-riflessione si realizza quando l'Io riflette sul significato profondo -spirituale delle proprie emozioni.

L'evento esterno è visto come uno specchio perché l'Anima possa riflettere sulla propria lezione spirituale, cioè quel compito che ha scelto di affrontare in questa vita, quella parte di se che è venuta a trasformare.

In questa fase l'Io riconosce la presenza del Sè, ne accetta la presenza, incomincia a relazionarsi con esso, arrivando a sottomettersi alla sua Forza Spirituale.

La coscienza dell'Io diventa alla fine "mastro servitore" e si inchina all'influsso del Sè Superiore.

Es: La tristezza che provo ora è quell'aspetto di me stesso che sono venuto a trasformare in questa vita. Il mio Sè mi guida nell'affrontare queste prove.

Considerazioni finali

Si attua cosí un delicato equilibrio fra il Sè - nostra parte spirituale - e L'Io o personalità - nostra parte mortale - imperfetta. Tale equilibrio non è statico, bensí in continua evoluzione. L'Io spesso si rifiuta di collaborare, tende ad attuare solo la sua volontà.

In ogni caso, nel lungo andare, questo processo manifesta sempre un costante aumento di coerenza nel nostro sistema corpo-mente-spirito.

Durante questi anni di personale evoluzione ho sperimentato passo passo il manifestarsi di questo processo. Ritengo, quale considerazione finale, che esso sia un percorso naturale verso cui tutta l'umanità tende e la meta sia semplicemente di arrivare ad una convivenza cosciente di queste due parti di noi senza alcuna frizione, in una integrazione armoniosa per vivere in benessere e felicità.

IL COMPITO PRINCIPALE NELLA VITA DELL'UOMO È DI DARE ALLA LUCE SÈ STESSO

E. FROMM

E.Cicconi - Marzo 2003