LO STATO EMOZIONALE DELLA FERITA

I traumi più o meno intensi e prolungati che avvengono nell’infanzia lasciano un ricordo di fondo nella mente costituito da uno stato emozionale ricorrente, sempre lo stesso “umore” costellato da una serie di pensieri anch’essi sempre uguali.

Risvegliarsi e riconoscere questa condizione presente in ognuno di noi, ci permette di iniziare il lento cammino di auto-guarigione con il contemporaneo recupero delle energie rimaste bloccate nella ferita; questo compito è importante se vogliamo vivere più liberi e più in pace con noi stessi di quanto non lo siamo abitualmente.
Infatti le forze intrappolate nella mente generano stimoli caotici e spesso contrastanti fra di loro. Es: voglio ricevere amore ma non voglio darlo – voglio raggiungere un certo traguardo ma non voglio impegnarmi nell’affrontare gli ostacoli presenti.
Tutto ciò limita la nostra capacità di gioire in modo profondo della vita.

COME SI INSTAURA LA FERITA

Durante la prima infanzia viviamo momenti in cui ci sentiamo abbandonati o non supportati o invasi, comunque rifiutati; questi episodi ripetuti si condensano nella psiche lasciando uno stato emozionale di insicurezza, fatto di un conglomerato di più emozioni. Es: il nucleo centrale può essere di rabbia ma in certi momenti può prevalere la tristezza o la paura per queste onde che travolgono e alterano la nostra quiete interiore.
Da bambini ( con limitate capacità di discernimento ) non riusciamo a fare altro che negare, reprimere tali stati; non ci è permesso di gridare la nostra rabbia per cui impariamo presto a nasconderla agli altri e principalmente a noi stessi.
Questo processo di congelamento dei sentimenti progredisce sino ad un punto tale che non riusciamo più a capire ciò che proviamo, diventiamo disconnessi dal corpo, “analfabeti emozionali”. Quando con l’andare degli anni ci rendiamo conto che si ripetono episodi molto spesso simili fra loro ( sempre una stessa arrabbiatura o litigata esplosiva) allora si accende un barlume di consapevolezza che qualcosa dentro non va!

IMPARARE A RICONOSCERE IL PROPRIO STATO EMOZIONALE

Questo è il primo passo che possiamo fare per guarire la ferita; esso ci permette di recuperare POTERE di AUTO-GOVERNO sulle emozioni, cioè la capacità di gestire le forze contrastanti presenti in noi. La ferita si presenta con una intrinseca spinta a voler essere guarita, direi che questo è un nostro compito spirituale importante, e cioè raggiungere uno stato di benessere psico-fisico non più condizionato dalle emozioni dei traumi infantili.

Abbiamo detto che lo stato emozionale “condizionante” ci conduce sempre a sperimentare un umore “deprimente”, tanto da sentirci impotenti ad affrontare le difficoltà quotidiane come se non avessimo risorse.

Imparare a riconoscere questi momenti nell’attimo che avvengono, significa sviluppare una prospettiva nuova, “esterna” alla ferita, e quindi libera di osservare quanto sta succedendo nel mondo interiore; da questo punto di vista, più ampio di quello abituale, noi siamo la somma e della ferita e delle potenzialità innate a guarirla. Da questa prospettiva confrontarsi con le forze paralizzanti non ci deve deprimere bensì darci speranza perchè riconosciamo di avere le risorse per “farcela”.

IMPARARE A GOVERNARE LO STATO EMOZIONALE

Abbiamo detto che per guarire la ferita dobbiamo incrementare la nostra capacità di gestire le emozioni rimaste bloccate in essa. In pratica possiamo cominciare a dialogare con il bambino interiore, prendere responsabilità dei bisogni rimasti inappagati, scoprire quali cose avrebbe voluto e non ha mai potuto fare questa parte di noi ferita…
Questo paziente lavoro ci permette di capire quando è il momento di accontentare il bisogno e quando è il momento di porre un limite a dei bisogni che non portano felicità alla parte adulta, gestendo il tutto sempre in modo compassionevole.

Questo atteggiamento amorevole verso la ferita ci spinge ad attingere alla nostra creatività quale capacità di noi adulti a trovare la soluzione migliore per affrontare il blocco che impedisce di manifestare ciò che vogliamo nel momento.

ATTINGERE ALLE RISORSE INTERIORI della persona adulta

Mentre da bambini avevamo le nostre facoltà mentali immature per fronteggiare quanto ci capitava, da adulti ricordiamoci che esiste in noi uno “scrigno” di qualità positive di cui non sempre siamo pienamente coscienti.
Imparare a farsi un elenco delle proprie qualità è il primo passo per riconoscere sia i punti di forza sia i punti di debolezza della persona che siamo e che vogliamo diventare, consapevoli degli obbiettivi che ci poniamo.

Il percorso della vita secondo A. H. Almaas non è altro che un continuo lavorio sulle sfaccettature del diamante espressione della nostra Essenza.
Oggi lucidiamo una qualità, domani liberiamo un’altra faccetta/caratteristica. Es: oggi impariamo ad essere un buon genitore, domani impariamo a creare e dirigere una azienda, dopodomani sviluppiamo la compassione o il senso di giustizia.
In questo percorso è importante nei momenti di crisi saper chiedere aiuto alle persone di cui ci fidiamo, saper tirare fuori dallo scrigno la soluzione migliore ricordando che abbiamo infinite potenzialità, saper essere flessibili senza perdere il senso della propria identità e della propria visione della vita.

Inoltre molto importante è saper valutare le forze interiori nel programmare modi e tempi di attuazione di un desiderio profondo da realizzare. Spesso non ci rendiamo conto di “volare troppo in alto” senza avere solide basi per conseguire l’obbiettivo oppure sbagliamo i tempi volendo tutto e subito, non valutando che è necessario coltivare la pazienza per raggiungere la meta.

In conclusione per imparare ad attingere alle risorse interiori ed utilizzarle al meglio occorre un costante monitoraggio del proprio stato emozionale il quale ci permette di riconoscere subito quando la ferita viene riattivata da una situazione particolare e quindi essere pronti a rispondere da adulti consapevoli al momento presente.

E’ per questo che l’esperienza di chi ci ha preceduto in questa ricerca interiore ha dato molta importanza alla necessità di avere una guida che a sua volta abbia fatto il percorso e ci possa indicare la strada per non dover ricominciare tutto da capo da soli.

E’ con questo intento che offro il mio supporto a chi mi contatta con il desiderio più profondo di aiutare a far “brillare” il diamante di ognuno di noi!

E. Cicconi, 08/2011