ORIGINE DEL CARATTERE

ORIGINE DEL CARATTERE

NELLA PERSONA

 

SISTEMA DI DIFESA PER NON SENTIRE

IL DOLORE PRESENTE NEL CORPO

 

Cosa intendiamo per carattere o per persona?

 

Abitualmente con il termine persona o personalità ci si riferisce all'intera organizza-zione mentale dell'essere umano in ciascuno stadio del suo sviluppo, mentre con il termine carattere si sottolinea piuttosto l'aspetto oggettivo della personalità, il suo manifestarsi concreto attraverso un tipico comportamento, un costante modo di reagire di fronte all'ambiente, per cui acquista rilievo particolare il lato affettivo e/o volitivo della personalità stessa. 

Enrico Cattonaro. Enciclopedia filosofica vol.3. Milano, Bompiani, 2006, pag. 1636

 

Nella storia della psicologia il termine "carattere" [dal gr. Charaktersegno distintivo, impronta”] è stato preceduto dai termini temperamento e costituzione, dove sottintesa era l'ipotesi di una connessione fisiologica dell'indole dai tratti somato-costituzionali (i nostri padri avevano visto giusto!) Ancora oggi Galimberti afferma che esiste una configurazione relativamente permanente di un individuo a cui ricondurre gli aspetti abituali e tipici del suo comportamento che appaiono tra loro integrati sia nel senso intra-psichico che in quello interpersonale”

Umberto Galimberti. Carattere, in Psicologia. Milano, Garzanti, 1999, pag. 170

 

Queste definizioni inquadrano il carattere secondo una prospettiva psicologica ma non danno una spiegazione del perché si formi; qui presento una possibile genesi secondo la visione psicosomatica basata sulla TEORIA DI BISOGNI NON SODDISFATTI.

 

Il bambino nasce sulla Terra con delle INNATE ASPETTATIVE ma queste non sempre vengono corrisposte. Si instaura così una FERITA PRIMORDIALE, un nucleo doloroso, di intensità eccessiva per il piccolo corpo fisico/psichico ancora immaturo, incapace di gestire stimoli forti e che si ripetono nel tempo.

Ciò determina una separazione (uno split quale meccanismo di sopravvivenza) all'interno del bambino fra la realtà esterna negativa e la sua interna aspettativa, le due parti non sono più collegate fra loro nella psiche:

 

MADRE PRESENTE / MADRE ASSENTE

MADRE BUONA / MADRE CATTIVA

ASPETTATIVA DI SICUREZZA / ESPERIENZA DI INSICUREZZA

 

Per difendersi da questi ripetuti episodi dolorosi di bisogni non soddisfatti il bambino sceglie di adattarsi alla realtà creando una STRUTTURA DI CARATTERE che lo protegga e presenta al mondo un FALSO BISOGNO.

 

STRUTTURA DI CARATTERE

=

BISOGNO DI BASE INSODDISFATTO

+

SISTEMA DI DIFESA CHE CI PROTEGGE DAL DOLORE

 

 

SOLUZIONE DI COMPROMESSO PER IL PROBLEMA IMPOSSIBILE DA RISOLVERE

 

PATHWORK # 80

 

BEHIND ALL NEGATIVE FEELINGS MUST BE SOME

ORIGINAL WISH AND ITS FRUSTRATION

THE MAIN IMAGE IS FORMED ACCORDING TO SOME REPRESSED NEEDS

 

TRADUZIONE:

AL DI SOTTO DI TUTTE LE EMOZIONI NEGATIVE SI CELA UN QUALCHE

BISOGNO PRIMARIO NON SODDISFATTO E LA SUA RELATIVA FRUSTRAZIONE

 

COME CONSEGUENZA SI FORMA UNA IMMAGINE PRINCIPALE NEGATIVA

RELATIVI ALLA VITA IN ACCORDO A QUESTI BISOGNI REPRESSI

 

Ad esempio per il bambino appena nato il bisogno reale è quello di SENTIRSI SICURO, ma questa aspettativa non sempre può essere soddisfatta per cui egli sperimenta TERRORE. Per non sentire questa emozione così forte egli si difende FRAMMENTANDOSI mentalmente e si adatta richiedendo TOTALE ACCETTAZIONE (falso bisogno),

manifestando così nel tempo la struttura di carattere dello SCHIZOIDE.

Ad esempio in una persona l'esperienza nell'infanzia di una madre distante, emotivamente fredda [ come di figlio che nasce da un abuso ] fa congelare nel corpo il terrore che si sperimenta e si traduce in età adulta nel ritirarsi nella mente, nel sentirsi speciale, da cui infine presentare al mondo il falso bisogno di totale accettazione.

 

Nella fase seguente di sviluppo il bisogno fondamentale del bambino è quello di SENTIRSI SODDISFATTO nella sua necessità di ricevere NUTRIMENTO, ma vive anche momenti di deprivazione a cui reagisce con molta TRISTEZZA che viene compensata con una richiesta di TOTALE GRATIFICAZIONE [overdemanding] (falso bisogno) da cui il manifestarsi della struttura di carattere dell'ORALE.

 

Ad esempio quale conseguenza di aver vissuto momenti di intenso abbandono [ figlio separato dalla madre perché malata o perché deve allontanarsi per emergenze improvvise ] un adulto si presenta al mondo negando completamente i suoi bisogni, esagerando la sua indipendenza mentre il suo sguardo implora di prendersi cura di sé, da cui richiesta di totale gratificazione.

 

Secondo la teoria dello sviluppo psicologico del bambino alla prima fase di attacca-mento segue una fase di separazione dalla madre determinata dal desiderio di conquistare maggior autonomia, voglia di avventura, scoperta del mondo ed incontro con l'altro suo simile. In questa ricerca di indipendenza associata al bisogno di riconoscere se stesso e l'altro come esseri autonomi, il bambino vive anche o momenti di eccessivo controllo parentale o momenti di carente riconoscimento della propria essenza.

 

Infatti in questa fase di sviluppo intorno ai 2-3 anni, quando i confini fisici appena accennati del bambino vengono magari invasi in modo eccessivo, egli sperimenta una tremenda RABBIA perché non riesce a difendersi dalle invasioni dell'adulto e collassa: si difende da tutto ciò per il resto della sua vita ricercando TOTALE LIBERTA' (falso bisogno per il masochista).

Nella fase successiva di maturazione sono i confini emozionali ad essere interessati: il bambino ricerca la sua indipendenza emozionale ma se non viene rispecchiato e ricono-sciuto in ciò che prova, sperimenta un senso di INQUIETUDINE / SFIDUCIA che lo porta a ricercare in età adulta TOTALE CONTROLLO / MANIPOLAZIONE sulle persone con cui si relaziona (falso bisogno per lo psicopatico).

 

Come conseguenza del dolore sofferto in queste esperienze si strutturano in maniera impropria i confini del bambino , fisici nel caso del carattere MASOCHISTICO, ed emozionali per il carattere PSICOPATICO.

Ciò si riflette in un differente sviluppo del corpo fisico: nel MASOCHISTA vi è un notevole accumulo di adipe per proteggersi, per non sentire la propria rabbia; nello PSICOPATICO vi è un eccessivo sviluppo delle spalle onde esercitare il controllo/potere sugli altri.

 

Il masochista ad esempio sperimenta una madre dominante, che invade il suo corpo, che controlla le sue funzioni fisiologiche in maniera eccessiva, che lo fa sentire in colpa se si allontana da lei, che gli impedisce di manifestare la sua rabbia per cui l'unica via di uscita è quella di reprimerla dentro mentre mostra al mondo un falso desiderio di totale libertà.

 

Il carattere psicopatico si origina invece per la presenza di un genitore seduttivo che non riconosce i bisogni del bambino bensì tende a soddisfare i propri tramite lui. Ciò determina insicurezza nel bambino perché non riesce a capire, non sa cosa può capitare, impara a negare completamente i propri bisogni ed alla fine riesce a sopravvivere solo attuando un subdolo controllo sugli altri, ricercando totale potere come unica soluzione per non sentire il vuoto che lo avvolge dentro.

 

Nella fase finale di maturazione ed individuazione del carattere di una persona, che avviene intorno ai 4/5 anni, il bisogno primario del bambino è quello di essere riconosciuto nella sua essenza, apprezzato e stimato nel suo giusto valore. Quando ciò non avviene il bambino sperimenta ANSIA, diventa RIGIDO, e compensa questo dolore in modo eccessivo, ricercando negli altri TOTALE AMMIRAZIONE ma rifiutando di accettare ogni critica che lo riguardi.

 

Ad esempio un bambino, dopo aver superato le diverse fasi ed aver ottenuto sostegno, nutrimento ed indipendenza, ricerca un profondo contatto fisico con i genitori ma a volte sperimenta anche dei rifiuti; egli si sente non solo rifiutato nel corpo ma ancora di più tradito nella sua spontanea manifestazione d'amore. Questo dolore lo congela nel cuore, diventa rigido nella muscolatura, impara ad essere il bambino perfetto che gli altri preten-dono da lui, mostra al mondo il falso bisogno di totale ammirazione negando la sua vera essenza, diventando inautentico!

 

Durante l'infanzia ognuno di noi passa da uno stadio all'altro vivendo più o meno intensa-mente ogni esperienza sopra descritta per cui alla fine il nostro carattere si manifesta come la somma di ciascuno stadio in percentuali variabili: può predominare un aspetto sugli altri ma in sostanza ognuno di noi sperimenta una ferita “complessa” fatta di tutti questi diversi aspetti che si manifestano nella vita quotidiana alternandosi fra di loro.

 

In conclusione tutte queste particolari forme di difesa in età adulta si conglomerano in un carattere più o meno insicuro, che rappresenta un ostacolo per delle sane relazioni interpersonali in quanto i falsi bisogni presenti nell'inconscio impediscono di valutare la realtà in modo appropriato, impediscono di relazionarsi con l'altro nel presente mentre acuiscono solo il desiderio antico che altri soddisfino il proprio bisogno.

 

Purtroppo simile atteggiamento infantile nella vita adulta non produce mai alcun appagamento in quanto l'altro non potrà in alcun modo capire quali siano i bisogni veri che vogliamo soddisfare in quanto solo noi conosciamo il nostro mondo interiore e solo noi possiamo realizzarlo!

BISOGNA QUINDI CHE SI TROVI UN GIUSTO EQUILIBRIO per lo

 

SCHIZOIDE - fra il bisogno di sentirsi accettato e la possibilità di essere rifiutato

in certi momenti

ORALE - equilibrio fra ricerca di gratificazione unita alla volontà di riconoscere

anche i bisogni altrui

MASOCHISTA - equilibrio misto di contatto e libertà senza andare in dipendenza

eccessiva dall'altro

PSICOPATICO - equilibrio misto di approvazione e disapprovazione senza svalutare la propria iniziativa

RIGIDO - equilibrio misto di apprezzamento della propria unicità unito alla capacità di saper ricevere delle critiche

 

Il lavoro interiore di consapevolezza dei propri VERI BISOGNI in età adulta risulta quindi molto importante in quanto permette di RIUSCIRE A SODDISFARLI, prenden-doci cura personalmente di ciò che alla fine produce SICUREZZA e FELICITA' e ci libera da false dipendenze.

 

Quando diventiamo adulti e ci responsabilizziamo sulle nostre necessità, possiamo incorrere nell'errore di credere che la meta nella vita sia quella di soddisfare il falso bisogno mentre la ricerca del vero bisogno viene disattesa. Per di più molto spesso incolpiamo gli altri per come siamo, ma non serve a nulla dare addosso ai genitori, essi sono stati feriti tanto quanto noi! Nessun essere umano è perfetto ed il compito di allevare un bambino è veramente difficile ed in fase di continua comprensione. Seguendo invece la strada della responsabilizzazione dei nostri comportamenti, impariamo a capire ciò che si nasconde in noi, passo fondamentale per guarire il dolore psicologico presente nel corpo.

 

 

L'origine di questa visione psicosomatica della evoluzione del CARATTERE si deve a W. Reich, 1897-1957, allievo di Freud che dopo un primo periodo di stretta adesione ai principi della psicoanalisi, sviluppò la tecnica dell' ANALISI DEL CARATTERE metodo che divenne suo strumento primario di intervento terapeutico sulla psiche.

Egli affermò in pratica che gli aspetti del carattere sono una diretta difesa contro impulsi rimossi dalla coscienza (in quanto dolorosi) e producono la manifestazione di una corazza sia psichica che fisica, riconoscendo ed attuando così il principio che una terapia della mente non può prescindere da una cura anche sul corpo.

 

Sempre secondo Reich la scoperta e relativa rimozione dei "blocchi psichici" poteva essere facilitata dalla eliminazione dei "blocchi fisici", poiché alla corazza caratteriale corrisponde una corazza somatica, da qui l'introduzione di specifici esercizi fisici per liberarsene durante una seduta psico-terapeutica. Ripeto che con tali studi Reich si pose come precursore della medicina psicosomatica iniziando a darci una spiegazione sull'origine del carattere quale barriera di difesa dal dolore.

Quando l'esperienza dolorosa viene rimossa nell'inconscio, rimane comunque presente a livello fisico e diventa una corazza fisica, espressione del vissuto viscerale che viene depositato, memorizzato nei muscoli e che modella tutto il corpo.

 

Un grande passo in avanti in campo psicologico dopo Reich è stato dato dalla Core Energetica di John Pierrakos, suo allievo, il quale ha centrato l'intervento terapeutico non tanto sulla corazza quanto piuttosto sul nucleo della persona o Core.

Secondo questa visione il bambino nasce “integro” nella sua Essenza, pronto a manife-stare le sue doti innate di bontà, creatività ed intelligenza, ma i ripetuti episodi dolorosi che vive compromettono questa capacità di esprimersi liberamente e pienamente nella vita.

Ricentrando la persona nella sua Essenza attraverso la Core Energetica, facendole comprendere come in definitiva si difenda dal dolore senza risolverlo mentre è possibile guarirlo alla radice, si invia un messaggio di grande speranza, di fiducia che è possibile cambiare il proprio carattere ed in definitiva ottenere la felicità tanto ricercata.

 

Ritornare a centrarsi sull'Essenza diventa dunque per un adulto un compito primario se vuole riuscire ad esprimere quanto di meglio è presente in lui.

E' importante notare come negli anni questa corazza psico-fisica instauri dei comporta-menti ripetitivi che diventano evidenti alla persona che abbia una certa auto-osservazione.

Ad esempio nel mondo del lavoro potremo notare come ci sia sempre un tipo che tende a sopraffarci, come noi siamo incapaci di rispondere al sopruso solo a lui mentre con altri sappiamo benissimo mettere dei sani confini.

 

Altro indizio di comportamento ripetitivo può venire dal mondo delle amicizie dove avremo potuto notare negli anni come vi sia sempre qualcuno che tradisce la fiducia che abbiamo riposto in lui e non rispetta la nostra privacy; noi rimaniamo incapaci di affermare quanto sia doloroso simile atteggiamento e subiamo!!!

Altri potrebbero costantemente imporci le loro idee mentre non danno valore alle nostre e per di più non mostrano apprezzamento per i nostri sentimenti.

 

Tutti questi esempi hanno in comune il fatto che si ripetono nel tempo, diventano cioè dei segnali che indicano come la ferita originaria vorrebbe essere guarita, avvisano la coscienza dell'esistenza di certi bisogni e della necessità di attivarsi per soddisfarli.

Se diventiamo “curiosi” dei nostri modi di comportarci con gli altri e notiamo una certa ripetizione, vuol dire che siamo sulla strada giusta per scoprire quale bisogno vero, sottinteso, ci nascondiamo alla coscienza; una volta riconosciuto, possiamo attivarci per soddisfarlo, liberando così il corpo dal peso che trattiene, ed avviarci a vivere sicuramente più liberi, più felici e più giovani!