UN MODO “NUOVO” DI ESSERE GUARITORI:

DAL GUARITORE TRADIZIONALE AL PRANOTERAPEUTA AL TERAPEUTA DEL CAMPO ENERGETICO SECONDO IL METODO “BRENNAN”

Il guaritore è sempre stato considerato dalla tradizione popolare come quella persona che “impone le mani”, cioè che così facendo “guarisce” trasmettendo “energia”.
In genere sono persone autodidatte che iniziano a lavorare in questo modo spinte dalla sensazione che qualcosa esca dalle loro mani. In loro c’è la ferma convinzione che questo atto è positivo ed ha un buon fine: quello di aiutare le persone a guarire dal loro dolore.

A volte questa facoltà è innata, altre volte viene trasmessa di generazione in generazione.
C’è come un passaggio di nozioni, di saggezza che l’apprendista riesce ad immagazzinare, dalle quali sviluppa la capacità di sentire l’energia fluire, ad averne un certo controllo, e a trasmetterla dove necessaria.

Inoltre, con il proseguire della pratica, alcuni guaritori si sono accorti che potevano dare consigli che, se seguiti, riuscivano a far cambiare la situazione difficile della persona sofferente. Ma questo aspetto della guarigione non è la pratica comune, e quindi non si è mai sviluppato in una qualche teoria codificata. Il risultato è stato quello di far emergere la figura di “consigliere spirituale” o “counsellor”, molto popolare negli USA, che però non ha alcuna consapevolezza delle relazioni esistenti fra il processo individuale della persona e la sua aura.
Questo, molto in generale, il quadro della situazione dei guaritori tradizionali.

Nel frattempo, nel mondo occidentale, si sono sviluppati e diffusi molti Metodi di Guarigione basati sul concetto dell’energia. Partendo dall’Estremo Oriente agli inizi del secolo scorso, vi è stato un tentativo di recuperare una modalità di affrontare il malato e la sua guarigione inquadrando l’energia all’interno di un vasto sistema dello scibile orientale: mi riferisco alla Medicina Tradizionale Cinese ( vecchia di millenni ) e a come essa aveva da sempre considerato la malattia quale risultante di uno squilibrio energetico.

Così la tradizione alternativa riscopre un sapere antico, cerca di darle nuova validità tramite un approccio più rigoroso, direi quasi scientifico. Si recuperano modalità tramandate nei secoli in sette rigorosamente chiuse, si diffondono antichi concetti senza più paura: mi riferisco al Reiki, al Pranik Healing, negli Stati Uniti si diffonde su larga scala Therapeutic Touch in campo infermieristico.

Tutti questi modi di rapportarsi alla umana sofferenza hanno in comune l’idea base di utilizzare il campo energetico del guaritore, senza una specifica ed approfondita conoscenza dello stesso, utilizzando le mani quale mezzo di trasmissione; in pratica un metodo naturale di avvicinarsi alla altrui sofferenza.

Contemporaneamente alla tecnologizzazione della Medicina Allopatica o Tradizionale, si recuperano molti metodi di Medicina Alternativa, ( che meglio oggi potremmo definire Medicina Complementare ) cercando di superare quel gap di profonda incomunicabilità stabilitosi fra Medico e Paziente.
All’interno di questo ampio scibile - che include omeopatia, fitoterapia, chiropratica, agopuntura e tante altre tecniche naturali - si colloca, a mio avviso, anche la pranoterapia o, come viene meglio definita negli USA, guarigione spirituale.
Si recuperano concetti esoterici quali la presenza di un campo aurico ( o insieme dei corpi sottili ) intorno al nostro corpo fisico; si diffonde nella cultura generale la dottrina dei 7 chakra quali centri energetici del corpo umano.

Il Pranoterapeuta si differenzia dall’antico guaritore perché è maggiormente consapevole di trattare energia e di influenzare il sistema “dei meridiani e dei chakra” – in pratica il campo aurico - della persona sofferente. Quindi non più “influsso” sull’altro in senso lato bensì trasmissione energetica. Infatti, la parola “prana” nell’antica cultura indiana voleva dire energia nel senso della particella più elementare presente in natura e che ancora oggi la fisica stenta a definire.
E’ possibile trasmettere “prana” derivandolo dal campo energetico universale che circonda sia l’aura sia il corpo fisico.

Un esempio di pranoterapia è dato dal Reiki: l’insegnamento avviene da maestro ad allievo in breve tempo; si apprende un particolare stato mentale per agevolare la trasmissione energetica e a volte si utilizzano simboli universali.
C’è una evoluzione dal guaritore tradizionale perché in questo caso si è sviluppato un sistema nel quale la consapevolezza è trasmessa utilizzando una simbologia dal contenuto universale.
Il simbolo avrebbe la funzione di attivare o far emergere - nella persona ricevente energia - un qualche stato di consapevolezza cosciente.

La grande evoluzione in questo settore - che considero definibile come “Scienza Energetica” – è stata attuata in questi ultimi decenni dalla guaritrice chiaroveggente americana Barbara Brennan, nota in campo internazionale, quando pubblicò nel 1987 il libro “Mani di Luce” e diede una classificazione e standardizzazione del campo aurico oggi comunemente utilizzata da tutti.

La Brennan fece fare un ulteriore progresso a questo scibile quando nel 1983 fondò la Scuola per Guaritori dove ognuno potesse sviluppare le innate capacità sensoriali superiori all’interno di un’esperienza comune.
Diede così inizio ad una certa forma di validità scientifica a questo campo creando un linguaggio con cui poter dialogare e dando la possibilità di mettere a confronto le proprie esperienze con quelle altrui. Tutto questo in un mondo poco noto alla società scientifica, disconosciuto e non ancora sperimentabile con strumentazione fisica.

Dopo un tirocinio di quattro anni, ogni persona che abbia superato i relativi esami, può considerarsi pronta ad aiutare gli altri avendo un adeguato bagaglio tecnico- psicologico. Durante il training si apprendono sia le modalità tecniche per intervenire sui “blocchi energetici” dell’aura sia come rapportarsi con l’altrui sofferenza durante il percorso d’ampliamento della presa di coscienza “consapevole”.

Infatti, altra grande scoperta della Brennan, è stata quella di aver correlato le distorsioni energetiche di una persona con il relativo significato inconscio.
In pratica il nostro campo aurico corrisponde alla nostra psiche, è la sede delle nostre emozioni e dei nostri pensieri sia consci sia inconsci. Un terapeuta allenato può percepire più rapidamente quanto non ancora presente nella coscienza di una persona, e può andare a lavorare sulle distorsioni esistenti nell’aura o nei chakra: aiuta così a far emergere le cause inconscie delle nostre azioni che impediscono il raggiungimento di miglior benessere - felicità.

Un esempio molto conciso può essere dato da una persona che sta parlando dei suoi problemi senza essere in contatto con le relative emozioni inconscie mentre la sua aura rivela un intenso color rosso scuro, spesso sinonimo di rabbia, oppure la colorazione può essere grigia indicativa di paura.
Il terapeuta lavorerà su questo materiale e la persona acquisirà consapevolezza del pensiero infantile bloccato che lo condiziona o nella rabbia o nella paura.
Il colore rosso brillante di per sé è sinonimo di vitalità, ma nel caso sopra citato sarà la densità della colorazione – il rosso scuro – a far capire la reale emozione collegata.
Divenuta cosciente di questa motivazione profonda che la fa reagire automaticamente, la persona può decidere se continuare a mantenere tale atteggiamento nei confronti della vita oppure se iniziare a trasformare questo meccanismo reattivo non salutare.

Quest’approccio pratico all’aura o campo energetico permette di bypassare le difese caratteriali, le resistenze del soggetto e quindi farlo confrontare con il proprio sistema di credenze negative accompagnate dalle relative represse emozioni inconscie.

Il terapeuta del campo energetico secondo il metodo Brennan lavora nel momento presente, cioè con il materiale che è visibile nell’aura in quel dato momento, entra in sintonia con esso e ne aiuta il processo di presa di coscienza. A differenza dello psicoterapeuta che aspetta l’emergere del materiale inconscio, egli entra in azione energeticamente sul blocco e riduce così i tempi d’attesa affinchè questo materiale affiori alla coscienza.
Tecnicamente il terapeuta può essere paragonato ad un catalizzatore: mette il soggetto in contatto con l’energia del campo universale senza intervenire direttamente nel sistema della persona; cioè mette a disposizione quelle frequenze mancanti necessarie a far sì che emerga il sistema distorto delle varie credenze negative senza manipolare la consapevolezza del soggetto.

Ogni pensiero – conscio o inconscio - che non sia in sintonia con le leggi universali diventa, a lungo andare, un centro di caos per una persona, determinando un relativo blocco al normale flusso energetico, ed in più diminuendo la coerenza del sistema stesso al punto tale che il sistema corpo-mente non riesce più a riequilibrarsi, a tornare alla normalità: da qui iniziano sintomi di stress e di malattia.

Il terapeuta può intervenire positivamente nella misura in cui è riuscito a sua volta a ripulire le sue stesse frequenze distorte; in pratica si attua una risonanza empatica fra un campo e l’altro, si induce la trasmissione energetica avendo una maggiore intensità coerente per una data frequenza rispetto alla persona sofferente senza entrare nel meccanismo di come viene utilizzata l’energia ricevuta.

Se il terapeuta non è sufficientemente “coerente” nel suo campo potrà sì trasmettere energia ma non sarà capace di far emergere la consapevolezza distorta, guiderà la persona in un iter molto più lento e dal fine incerto. (Il pericolo sta, dopo un iniziale miglioramento, nel prevalere delle forze inconscie che vogliono mantenere lo status quo.)

In sintesi mentre la psicologia ha per scopo di rendere l’inconscio conscio, cioè di incrementare l’auto-consapevolezza avendo come obbiettivo l’illuminazione del trauma passato, questo modello spirituale va oltre: tende a riunificare la consapevolezza divisa facendo sperimentare la totalità dello stato cosciente (sia conscio sia inconscio), allo stesso tempo cerca di far capire quale possa essere il significato spirituale della malattia o dell’evento stressante.
La meta non è più solo rivolta al passato ma si proietta nel futuro cercando di creare consapevolezza sul momento presente e sul significato della propria vita.

Questa grande evoluzione nel campo dei guaritori, questo modo nuovo di volersi confrontare con il male, è ancora poco conosciuto e viene difficilmente accettato: all’inizio lascia interdetti, non essendovi all’apparenza un nesso di collegamento fra il malessere – fisico o psicologico – con il concetto stesso di intervenire sul campo energetico di una persona.
Nella cultura attuale ancora non si è diffuso il pensiero che l’energia contenga, implicita nella sua stessa natura, una informazione di consapevolezza sulla quale un terapeuta esperto possa lavorare.
E’ certo che non sempre egli può correlare il materiale energetico con la consapevolezza intrinseca ma sa che essa, prima o poi, emergerà. In pratica non è importante che il terapeuta deduca una correlazione generale, quanto che egli indichi e faccia riflettere la persona sulla consapevolezza che sta affiorando dal suo inconscio in quel momento.

Un esempio pratico, a mio parere, che esprime questo concetto unitario di energia-consapevolezza è dato dalla Spirale di Moebius, sperimentabile da chiunque.
August Ferdinand Moebius, astronomo e matematico tedesco, 1790 - 1868, diede il nome ad una spirale avente una torsione sul proprio asse.
Se prendiamo una striscia di carta e con una mano manteniamo ferma una estremità mentre facciamo ruotare l’altra di 180 gradi, quindi incolliamo i due estremi, avremo costruito la spirale di Moebius.
Questa spirale presenta diverse caratteristiche molto peculiari:

  1. presenta sempre un solo lato
  2. presenta sempre un solo margine
  3. presenta una superficie che può essere percorsa senza interruzione nel suo giro completo.

Provate per credere!!!

Prima di iniziare l’esperimento vi invito a scrivere su di un lato della striscia “energia” e dall’altro “consapevolezza” quindi notare cosa succede a queste due “cose” che abitualmente consideriamo ben distinte l’una dall’altra. Ad un certo momento del fluire energetico, forse proprio nel luogo di torsione, cioè di confluenza delle forze energetiche in un unico punto focale, si attua questa trasformazione e l’energia diventa consapevolezza e viceversa.

Questa spirale è stata presa come Simbolo Universale di Trasformazione, utilizzata quale trade mark nel campo del riciclaggio ( sempre più importante nella nostra era ) e direi che in maniera molto appropriata illustra ai nostri occhi fisici l’importante concetto unitario della “energia-consapevolezza”. Questa spirale così costruita è espressione di non-dualità, ci mostra come due facce opposte possono creare uno stato unitario di “totalità”, di unità.

Il guaritore del terzo millennio che si sia diplomato alla Scuola della Brennan, si presenta come esperto interventista del campo aurico, non più quindi un semplice canalizzatore di energia.
Inoltre accomuna alle sue conoscenze tecniche un bagaglio di conoscenze psicologiche per cui è capace di trattare con professionalità il vissuto della persona sofferente mentre continua di base ad imporre le mani.
L’antico gesto assume quindi un significato più profondo, di ampio respiro, diventa un contatto empatico con l’altro non visto solo come colui che soffre ma come essere umano con il quale condividere ed accettare “gioie e dolori” – “grandezze e miserie” del vivere quotidiano.
Si crea uno “spazio sacro” fatto di presenza autentica, di dialogo aperto ad accettare l’Ombra dell’altro ( il suo inconscio ) senza averne paura anzi invitandola alla Luce della Trasformazione.

Questo in sintesi il panorama dei guaritori e del loro modo di lavorare secondo la mia personale prospettiva ed il mio viverlo in prima persona.
Molti altri aspetti di questo lavoro così particolare non li ho trattati di proposito, volendo evidenziare principalmente il concetto unitario di energia e di consapevolezza.
L’intento di questo scritto è quello di divulgare quanto più possibile nella coscienza collettiva sociale la rapida evoluzione avvenuta in questo campo.
L’esempio pratico, quanto mai semplice, riguardante “energia-consapevolezza” spero permetterà a chiunque di capire il punto essenziale di questa teoria praticata nella Scuola della Brennan e allo stesso tempo invita coloro che hanno una qualche forma di iper-sensitività a sviluppare le loro capacità seguendo questo nuovo modo di rapportarsi al mondo energetico.